flag_cinecars_dutch flag_cinecars_englishIl documentario “Le Pantere della Polizia Italiana” è in cantiere
Stop! Abbiamo finito. Per tre giorni Mirko Cocco e Angelo van Schaik hanno potuto ‘giocare’ a Roma con cinque meravigliose auto storiche della polizia del “Museo delle auto della Polizia di Stato” e il risultato sono diverse ore di riprese. Adesso si passa al montaggio.

Sono state tre giornate intense, piene di riprese e scambi di opinione.

23027687873_27422dd206_kIl documentario ‘Le Pantere della Polizia Italiana nasce dall’idea di far rivivere la macchine storiche della Polizia di Stato attraverso le storie personali degli operatori di Polizia che le hanno guidate. Purtroppo non è stato possibile coinvolgere poliziotti vissuti in ciascuna delle epoche rappresentate dalle autovetture scelte in quanto non facilmente reperibili. Con il personale della Polizia di Stato che ci ha guidato nella realizzazione delle riprese si è instaurato subito un clima di grande collaborazione e la troupe di CineCars se è emozionata ad ascoltare le storie di poliziotti di qualche decennio fa raccontate da i loro colleghi di oggi che si sono immedesimati.

Il documentario Le “Pantere della Polizia Italiana” ripercorre quattro decenni della storia italiana post-bellica attraverso le vetture della polizia che hanno viaggiato per il  Paese in questo arco di tempo. Dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale, che ha duramente provato l’Italia, fino ai grigi anni Settanta, quando il terrorismo politico ha profondamente cambiato il Paese e il lavoro della polizia.

23628653536_21f05db8ba_kÈ una giornata di sole quella in cui Mirko e Angelo arrivano al “Museo delle auto della Polizia di Stato” trascinandosi dietro valigie piene di treppiedi, microfoni e telecamere. Dopo un veloce caffè, la prima automobile della giornata lascia il Museo, il sole riverbera una luce meravigliosa e sarebbe un peccato non approfittarne. Tossendo come un vecchio del 1943, la Jeep Willy resuscita, un relitto dell’invasione americana dell’Italia alla fine della Seconda Guerra Mondiale e simbolo di distruzione e povertà. Non disponendo di mezzi per dotare la polizia di vetture, il governo italiano utilizzò le Jeep che l’esercito americano si era lasciato dietro.  Per la vernice i soldi c’erano e le Jeep divennero rosse.

Dopo la vettura dell’esercito americano, è arrivato il momento della prima “Pantera Nera”, l’Alfa Romeo 1900 SS nera che negli anni Cinquanta ha reso la vita difficile ai delinquenti italiani. Venne battezzata “pantera nera” per Il colore e la velocità elevata, tra le massime all’epoca, e il design grintoso. L’Italia si rimetteva lentamente in piedi dopo la guerra e riacquistava fiducia in se stessa. L’Italia era di nuovo una nazione.

23359065110_25a8a5d8cc_kLa terza vettura che CineCars filma nel Museo delle auto della Polizia di Stato rievoca la Dolce Vita: si tratta della Alfa Romeo 2600 Sprint 1964. L’elegante aggressività della vettura è esaltata dal colore verdastro-grigio. Ancora una volta, la polizia italiana sceglie un colore diverso, “un colore che nella popolazione italiana dovrebbe suscitare affidabilità”, dice il poliziotto che per l’occasione indossa un’uniforme degli anni Sessanta ed è sorprendentemente bravo a calarsi nei panni dei colleghi di quell’epoca.

Il sole splende anche nella seconda giornata, ma la troupe di CineCars lavora all’interno del Museo.

La guida del “Museo delle auto della Polizia di Stato”  ci fa visitare le sale in cui sono custodite le autovetture e solo alla fine della mattinata ci viene data la possibilità di effettuare le riprese all’esterno.

23027676003_c1666d438d_kQuesta volta la compagna di giochi è un’Alfa Romeo Giulia 1600 Super, a giudizio di molti la macchina della polizia italiana per eccellenza. Protagonista in numerosissimi film polizieschi degli anni Settanta, è famosa per velocità e manovrabilità; ma, gioiello della giornata e forse di tutto il documentario, è la quinta e ultima vettura con cui CineCars ha potuto viaggiare: la Ferrari 250 GT/E. A guidare per le strade di Roma il potente simbolo della polizia italiana negli anni Sessanta era prevalentemente un solo uomo: il Maresciallo Armando Spatafora, deceduto nel 1987. A ricordarlo per “Pantere Nere della Polizia Italiana” c’è la figlia Carmen.

Il terzo giorno è il più esaltante, in giro per Roma sulle macchine d’epoca della Polizia. Si metteranno mai in moto? Ebbene, sì, sono partite…

23026562164_6f07be61f3_kAll’alba la troupe e gli operatori della Polizia di Stato che hanno reso possibile questo documentario si incontrano al Circo Massimo. Un antico circo in cui all’epoca dell’antica Roma si tenevano fino a 25 corse di bighe al giorno. Percorreremo il perimetro del Circo Massimo ma a bassa velocità

Mirko Cocco installa professionalmente le telecamere sulla camera car. Una GoPro sulla parte anteriore e una su quella posteriore, una grossa telecamera sul cofano con Angelo van Schaik a filmare il guidatore della vettura storica dal sedile del passeggero.

Ci aprono la strada i poliziotti a bordo dell’autovettura della Polizia di Stato, di colore grigio, al centro la “Pantera” e l’Alfa Giulietta QV della Cine Cars a chiudere. Un corteo che ha richiamato una certa attenzione.

23359035500_75c2e1ebdc_oIl sole dell’autunno romano contribuisce a creare scenari meravigliosi in diverse zone della città. Con  l’Alfa Romeo 2600 giriamo per il quartiere prebellico della Garbatella, la Giulia Alfa Romeo scivola nel traffico all’Eur, il quartiere che Mussolini ha voluto si cominciasse a costruire negli anni Trenta per l’Esposizione Universale del 1942. L’Esposizione non si è mai tenuta, ma l’Eur venne ultimato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. L’Eur è un monumento dell’architettura razionalista degli anni Venti e Trenta ed è lo sfondo ideale per la Giulia. CineCars riesce persino a portare la Jeep fuori città, proprio sul luogo in cui l’esercito americano fece il suo ingresso a Roma nel 1943. Il verde circostante crea un meraviglioso contrasto con il rosso del veicolo dell’esercito americano.

Mirko Cocco e Angelo van Schaik sono presi dall’attività di selezione del materiale e di scrittura della sceneggiatura. La Polizia di Stato, che  ha concesso gratuitamente la collaborazione alla realizzazione del documentario, custode affezionata delle “Pantere”  segue fattivamente tutte le fasi del progetto. Non appena ci saranno novità, le leggerete qui su CineCars.nl

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